Top
Carrello

Carrello

Vedi carrello.
  • Eng
  • Italiano

La nostra filosofia

INSIEME: aiutandosi e "divertendosi"
Lavorare insieme aiutandosi
Nel nostro laboratorio essere diversamente abile diventa una ricchezza; è sulle capacità e le sensibilità di ciascuno che si organizza il ciclo produttivo, cercando di scegliere macchinari e metodologie che possano riservare un posto per tutti, soprattutto per chi viene normalmente scartato dal mondo del lavoro.
Tutti hanno una responsabilità, piccola o grande, e a ciascuno viene chiesto di mettersi in gioco.
Per aiutarci in questo, gli educatori elaborano semestralmente nuovi progetti educativi così da poter essere da stimolo e far affiorare le "abilità nascoste" e specifiche di ciascuno.

Stare insieme "divertendosi"
Lavoro e relazione sono gli ingredienti delle nostre giornate alla Pietra Scartata. Momenti ricreativi e formativi si alternano ai regolari ritmi di lavoro. Laboratori teatrali, attività manuali, cene insieme, passeggiate, vacanza insieme, tornei di calcetto e pallavolo e soprattutto l’incontro con l’Altro nei
quotidiani momenti di preghiera, sono alcune risposte al bisogno e al diritto di Vita dei nostri ragazzi.

"L'uomo non è il suo errore"

Un'esperienza di accoglienza, lavoro e condivisione alternativa al Carcere.

La Comunità Papa Giovanni XXIII ha elaborato un progetto innovativo che si pone come obiettivo prioritario la rieducazione del carcerato convinti che "l'uomo non è il suo errore".
La “Comunità Educante con i Carcerati” (CEC) offre ai recuperandi un percorso educativo, attraverso valori come perdono, gratuità e responsabilità.
La casa "Madre del Perdono" nasce nel 2004 (proprio nei locali sopra il nostro laboratorio "La Pietra Scartata"), per offrire ai recuperandi questo percorso alternativo in un ambiente "famigliare".
Nel percorso di recupero è molto importante l'educare al Fare per gli altri. A tal riguardo è preziosa l’attività svolta presso il nostro laboratorio ove i recuperandi svolgono attività di volontariato accanto a 20 persone diversamente abili (i quali in realtà si rivelano degli "abili" educatori!) e dove si svolgono specifici corsi di professionalizzazione.
Dall'inizio del progetto sono stati accolti 420 detenuti.
Solo l’8% di coloro che portano a termine il programma di recupero (CEC) torna a delinquere a fronte di una media nazionale del 70%.